Dal caos si viene a sviluppare ordine per mezzo di variazione e selezione (K.E. Drexler). La vita potrebbe essere considerata come una proprietà emergente comune a certi livelli di organizzazione della materia, risultato da un progressivo e positivo aumento di complessità del tutto. Evidentemente questo comporta l’impossibilità per noi di evitare di interrogarci sulle origini della materia quindi sulla natura dell’universo. Sfortunatamente non preoccupandoci di dare una definizione universale di materia limitiamo le nostre possibilità di spiegare l’origine e l’ordine dell’universo. Generalmente si definisce universo l’insieme di un sistema (il complesso di oggetti esistenti in natura) e del suo intorno (lo spazio che li contiene). Un sistema è la parte di universo alla quale più direttamente ci interessiamo, ma anche un livello di organizzazione gerarchico, le cui componenti sono sub-elementi del livello inferiore. Le proprietà emergenti di un sistema, non deducibili dalle proprietà delle parti stesse, non consentono di studiarlo scindendolo da esse. L’organizzazione di un sistema consiste nella serie di costrizioni, definite dallo scambio di informazioni tra livelli, entro cui le sue componenti funzionano. Attraverso i livelli gerarchici (canali di trasmissione) l’informazione subisce successive azioni di filtraggio che ne modificano il segnale. Il cervello ad esempio è un sistema cibernetico aperto. Le sue componenti sono sub-elementi del livello cellulare inferiore. Il pensiero è una sua proprietà emergente. La neurotrasmissione definisce lo scambio di informazioni tra livelli e subisce evidenti azioni di filtraggio: l’informazione elettrica è convertita in informazione chimica che è convertita in informazione intellettiva. Relativamente all’universo, l’informazione è dunque trasmessa fino ad esso secondo gradi di complessità crescenti: atomi, corpi, galassie. Si riscontrano difficoltà ad immaginare livelli di organizzazione superiori all’universo. Se l’universo fosse esso stesso una sub-componente di un sistema più complesso, le proprietà emergenti derivate dall’integrazione di diversi universi comporterebbero l’inesattezza della comune concezione di isolamento dell’universo e di conseguenza la catastrofe della termodinamica. Occorre dunque ritenere che l’universo è il grado massimo di organizzazione della materia e il suo isolamento è condizione necessaria affinché questo contenga tutta l’informazione di cui la materia è capace. La materia è quindi un’entità informativa. L’isolamento dell’universo inoltre non esclude l’esistenza di un livello di organizzazione superiore, un iper-universo, costituito da componenti isolate in relazione con un intorno che ne garantisca la condizione di isolamento, nonostante un insieme di sistemi isolati sarebbe tuttavia un sistema privo di informazione e di proprietà emergenti e quindi impossibile da studiare. Questo intorno sarebbe il vuoto tra diversi universi, il nulla da cui ha avuto origine l’informazione, l’ordine. Ogni sistema isolato conterrebbe un tipo di informazione diversa. Il nostro universo contiene tutta l’informazione espressa dalla materia. Ma come ha avuto origine la materia dal nulla e quali informazioni contengono gli altri universi? Forse oltre al nostro esiste solo un altro universo di antimateria, un anti-universo isolato contenete anti-informazione. Se i due universi collidessero annichilerebbero generando la più grande forma di energia possibile. E a quel punto?